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El Tombon de San marc - Chiusa dell'Incoronata

El Tombon de San marc - Chiusa dell\'Incoronata Quello che state guardando (se siete lì mentre leggete) è uno di quei tesori milanesi tanto preziosi quanto poco conosciuti.
Un tempo da via San Marco passava un tratto di naviglio della Martesana di cui sopravvive questo bellissimo scorcio, senz'acqua, racchiuso tra il ponte delle Gabelle e la Chiusa dell'Incoronata.



 El Tombon de San marc - Chiusa dell\'Incoronata, com\'era negli anni 50Potrebbe essere difficile da credere ma Milano era solcata da numerosi corsi d'acqua.
I primi canali risalgono al Medioevo e in particolare al 1156, quando fu scavato un fossato intorno alle mura della città per migliorarne la difesa.
Il fossato, negli anni successivi, fu trasformato in un canale navigabile, detto Fossa Interna, che arrivava fino al centro di Milano, e ancora più avanti fu collegato con tutti i principali corsi d'acqua che correvano intorno e dentro Milano.
Questo enorme progetto fu realizzato dai Visconti nel 1400 per favorire gli spostamenti e il trasporto delle merci. I canali non erano profondissimi per cui le acque erano solcate da barche con la chiglia piatta, per non rimanere incagliati, e governate con lunghi remi. Quando si spostavano con il favore della corrente, quindi quando andavano verso Milano, procedevano spedite, ma per tornare indietro dovevano essere trainate dai cavalli, il che allungava di molto i tempi: se da Lecco a Milano bastavano quindici ore per arrivare, per tornare indietro ce ne volevano quasi 70!
Malgrado ciò, il sistema funzionava benissimo e venne utilizzato per lungo tempo, tanto che nel 1904 in via Solferino, poco lontano da qui, fu fondata la sede del Corriere della Sera proprio perché, attraverso il naviglio, le tipografie ricevevano enormi rotoli di carta provenienti dalle cartiere di Corsico.
Purtroppo, con il tempo, le cose cambiarono, le merci iniziarono ad essere trasportate via terra e i canali divennero praticamente delle fogne a cielo aperto così, negli anni 50, la fossa interna fu interrata insieme a gran parte degli altri canali che ormai non venivano più utilizzati.



 El Tombon de San marc - Chiusa dell\'Incoronata Questo tratto, per fortuna, è invece sopravvissuto all'urbanizzazione ed è lo stesso che, nella tradizione milanese, era chiamato "Il tombon de San Marc" per il gran numero di suicidi che si verificavano quando il naviglio era in attività.



 El Tombon de San marc - Chiusa dell\'Incoronata, ponticello su via Castelfidardo Il modo migliore per arrivarci, secondo me, è passando da Brera e scendendo in via San Marco. All'altezza di via Castelfidardo c'è un piccolo ponte con sotto un minuscolo giardino in cui è possibile scendere dalle scalette un po' più avanti. Ci si trovano solo quattro panchine e tanti gatti che, come si sa, sono più avanti degli uomini. Che c'entrano i gatti? C'entrano, perché siccome, come dicevo, sono più avanti hanno scelto questa vecchia parte di naviglio come casa. Per cui li troverete lì, pigri e indolenti, a far bella mostra di se e a posare per le foto dei turisti.


 El Tombon de San marc - Chiusa dell\'Incoronata Proseguendo in avanti si vedono i resti della chiusa sul letto del naviglio. La sua forma particolare (è a V e non piatta come si usava) e alcuni schizzi del Codice Atlantico, hanno fatto ritenere che nel progetto fosse stato coinvolto Leonardo. La sua funzione era quella di ovviare alla differenza di quota tra la Martesana e la fossa interna dei navigli.




 El Tombon de San marc - Chiusa dell\'Incoronata, sottopassaggio dei Bastioni di Porta Nuova Il ponte ancora avanti è il Ponte delle Gabelle chiamato così perché qui che veniva riscosso il dazio su tutte le merci dirette in città.




 El Tombon de San marc - Chiusa dell\'Incoronata, la piazzetta su cui d\'estate si trovano i tavolini all\'aperto Infine, se capitate qui in un periodo caldo, proprio sotto il ponte troverete un locale che mette i tavolini nella piazzetta. È un posto bellissimo per fermarsi a bere qualcosa in tranquillità.




ps. la foto degli anni 50 proviene da questa pagina di wikipedia che, come al solito, ringrazio


30/08/2012




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