LASS.IT

immagini    foto    parole    città    storie    web

Il Cimitero Monumentale


Vi avviso prima: questo post è lungo. Molto lungo :-)



Foto Varie
Nel Cimitero Monumentale di Milano si può camminare per delle ore tra edicole, tombe, arte e monumenti. Ma a me piacciono soprattutto le storie per cui vi propongo un giro per raccontarvi alcune delle tante vicende che si potrebbero narrare qui.

Percorso nel cimiteroDa questo link potete scaricare un file kml da visualizzare su Google Earth con il percorso che ci accingiamo a compiere.
Questo post, infatti, l'ho pensato assolutamente dinamico, nel senso che potete leggerlo mentre siete lì e camminate spostandovi tra le tombe e i monumenti seguendo il percorso che, man mano cerco di indicarvi (e che magari potete seguire anche su Google Earth).
Ogni capitoletto è corredato da foto con cui potete identificare i monumenti di cui parliamo


Foto VarieUn po' di storia (ma non tanta) e qualche numero.
Nel 1838 si decise di costruire un nuovo cimitero. A Milano ce n'erano già diversi ma questo doveva sostituirne alcuni destinati ad essere dismessi e doveva poter accogliere i personaggi illustri di Milano.
I lavori partirono solo nel 1863 quando fu individuato il luogo giusto e soprattutto quando fu approvato il progetto che si riteneva fosse adeguato all'importanza del programma.
Foto VarieL'autore di questo progetto era l'architetto Carlo Maciachini che presentò un'idea dotata di una serie di punti di forza: si univa lo stile monumentale con quello del cimitero a parco, si prevedeva una zona riservata ai cattolici ed una riservata agli ebrei e, non ultimo, il progetto era più economico di tutti quelli presentati.
Attualmente il cimitero monumentale ospita circa 220.000 sepolture su una superficie totale di 250.000 mq ed è più piccolo solo del cimitero maggiore.

L'ingresso
Lo spiazzo all'ingresso si estende su circa 5000 metri quadri.
Sulla sinistra c'è l'infopoint, in corrispondenza sulla destra i bagni (comunicazione di servizio che fa sempre comodo) e di fronte la galleria con il Famedio centrale.
Sotto il terzo arco a partire da sinistra c'è la statua dedicata a Giulio Sarti che fu la prima ad essere posta nei portici superiori. L'ingegnere ebbe il merito, tra gli altri, di realizzare nel 1840 la prima strada ferrata d'Italia che collegava Milano a Monza i cui resti dovrebbero essere ancora visibili in Viale Monte Grappa 12.
Le figure ai lati rappresentano metaforicamente il lavoro e la scienza applicata.

Cimitero Monumentale Milano - Atrio Cimitero Monumentale - Statua Giulio Sarti

I portici superiori
Vi consiglio di incominciare la visita da qui.
Attraversate il porticato basso passando da sinistra (sotto la statua di Sarti) e salite dalle scale alla vostra sinistra.
Arrivati su, avrete il Famedio a sinistra, ma lasciatelo un attimo lì e seguite il corridoio verso destra. Arrivati al primo incrocio sulla destra trovate quella che secondo me è la più bella scultura del cimitero: l'Ultimo Bacio, di Emilio Quadrelli, realizzato nel 1889 per la famiglia Volontè Vezzoli. L'ultimo addio di una donna al suo uomo. Intenso, drammatico, romantico.

Tornando verso il Famedio, nel corridoio sulla destra trovate il Monumento a Giovanni Maccia, un benefattore di Milano che aveva contribuito a fondare l'Opera Pia Maccia, che accoglieva donne in difficoltà rimaste incinte fuori dal matrimonio o anche solo troppo povere per avere un posto dove andare con i propri bambini.
La scultura ha il duplice significato di rappresentare la soglia verso un'altra vita e di ricordare quanto fatto dal defunto per le donne bisognose. Il monumento è del 1869 ed è quindi una delle sculture più antiche del Monumentale.

Cimitero Monumentale Milano - Ultimo BacioCimitero Monumentale Milano - Tomba Giovanni MacciaCimitero Monumentale Milano - Portico

Il Famedio
Dirigetevi adesso al Famedio, la sala in cui sono ricordati milanesi particolarmente meritevoli che hanno contribuito alla crescita della città o al suo nome.
Al centro si vede l'arca di Alessandro Manzoni che, morto nel 1873, fu il primo milanese illustre accolto e ricordato qui.
Tutti gli altri nomi sono elencanti sui muri. L'ordine cronologico parte dall'alto, intorno ai rosoni, dove sono ricordati i personaggi più indietro nel tempo per arrivare ai giorni nostri man mano che ci si sposta verso il basso.
La parete di fronte all'entrata è dedicata a persone che non sono nate a Milano, ma che ci hanno vissuto e che hanno contribuito allo sviluppo e all'onore della città. Uno dei nomi che si ritrovano qui è, per esempio, quello di Giuseppe Garibaldi.
Vi starete chiedendo come si decide chi ricordare nel Famedio.
Non ve lo state chiedendo? Vabbè, ve lo dico lo stesso: ogni anno vengono proposti al municipio i nominativi di personaggi degni e, il due novembre, alla presenza del sindaco, i nomi vengono incisi sui muri.
In realtà l'iscrizione nel Famedio non comporta necessariamente che le spoglie della persona ricordata siano ospitate nel Cimitero Monumentale. Giuseppe Verdi, per esempio, è ricordato con un busto ma è sepolto presso la Casa di Riposo per i Musicisti che lui stesso istituì.
Le zone riservate invece a chi è sepolto qui sono la Cripta del Famedio (trovate alcuni dei nomi di chi vi ospitato sulla lapide di ottone a destra) e il Civico Mausoleo Palanti (che vedremo fra poco).

Cimitero Monumentale Milano - FamedioCimitero Monumentale Milano - Famedio

Uscendo dal Famedio, si vede di fronte, in fondo, l'ossario centrale.
Davanti all'ossario la disposizione dei vialetti segue linee perpendicolari, dietro invece i vialetti sono a forma di ottagoni concentrici. Questa parte era quella dove le famiglie più agiate costruivano le proprie edicole.

Subito fuori dal famedio, si trova il Monumento ai caduti nei campi di concentramento.
Si tratta di un cubo con un'intelaiatura di fili metallici con lastre di marmo. Il marmo utilizzato è quello di Candoglia che detto così potrebbe anche non significare nulla ma è una grandissima rarità.
Secondo una legge del 1927, infatti, il marmo estratto dalle cave di Candoglia deve essere utilizzato solo ed esclusivamente per la costruzione e la manutenzione del Duomo ma per questo monumento, vista l'importanza e la gravità dell'evento a cui è dedicato, fu fatta un'eccezione e ne fu concesso l'uso.
Le lastre posizionate per terra tutto intorno sono invece di serizzo e riportano i nomi dei caduti nel campo di concentramento di Mauthausen

Cimitero Monumentale Milano - Monumento Caduti Campi ConcentramentoCimitero Monumentale Milano - Monumento Caduti Campi Concentramento

Un paio di curiosità
Da adesso incominceremo a muoverci tra le tombe e i monumenti. Una cosa da sapere è che nel cimitero monumentale gli spazi vengono assegnati con un ordine preciso e seguendo una regola rigorosa: lo spazio massimo che può essere assegnato ad una tomba è di 7x7 metri. Anche i monumenti più grandi delle famiglie più importanti devono rispettare questa regola.
Un'altra cosa che mi ha incuriosito è il termine "edicola" che viene spesso utilizzato per definire una tomba con monumento. Nella mia infinita ignoranza io avevo sempre associato questa parola ad una rivendita di giornali ma mi sembrava fuori luogo in un cimitero così sono andato a documentarmi e ho trovato che la definizione di edicola è: "Piccola costruzione a forma di tempietto o di tabernacolo che generalmente accoglie una statua" oppure "Struttura architettonica con la funzione pratica di ospitare e proteggere l'elemento che vi è collocato, in genere statue, bassorilievi o dipinti".
Effettivamente queste definizioni si adattano meglio al contesto in cui ci troviamo.

Civico Mausoleo Palanti
Si trova poco più avanti sulla destra rispetto al monumento ai caduti.
Inizialmente il mausoleo era stato progettato e realizzato dall'architetto Mauro Palanti. Dopo la sua morte il mantenimento si rivelò essere troppo oneroso per la sua famiglia e, dopo una serie di controversie legali piuttosto lunghe, il mausoleo passò al municipio, fu convertito in Civico Mausoleo e adibito ad ospitare diverse tombe di persone ricordate nel Famedio.
Si trovano qui per esempio quella di Giovanni Danzi (compositore di "o mia bella Madunnina"), quella di Walter Chiari e quella del padre di Einstein.
Sulla parte posteriore c'è una targa con tutti i nomi delle persone qui sepolte.

Cimitero Monumentale Milano - Civico Mausoleo Palanti

Tomba di Isabella Casati
Proseguendo verso l'ossario, sulla destra si trova la Tomba di Isabella Casati.
La scultura è di Enrico Butti, maestro all'Accademia di Brera, e ritrae la bellissima Isabella Casati venuta a mancare a soli 24 anni. La giovane donna è rappresentata sul letto di morte.
Il pannello alle sue spalle rappresenta un sogno che la rapisce e in cui l'autore raffigura schiere di angeli in rilievo.
"La scultura è di una inquietante dolcezza ed evoca la drammaticità della morte, ma anche la tranquilla dolcezza del sonno eterno" (cit).

Cimitero Monumentale Milano - Tomba Isabella Casati

Tomba Besenzanica
Si trova continuando in avanti verso l'ossario. La scultura è intitolata "Il Lavoro" e fu realizzata di nuovo da Enrico Butti per la famiglia Besenzanica che si occupava di costruzioni edili.
La scultura si compone di due parti, il volto sul retro che rappresenta la natura e una scena che rappresenta il lavoro sul davanti.
La tomba è stata acquistata poco tempo fa dalla famiglia Ligresti con il vincolo di tenerla così com'è e di ristrutturarla (cosa che stanno facendo, come si vede dalla foto) ma non è ancora noto cosa ne faranno dopo.

Cimitero Monumentale Milano - Tomba Besenzanica

Proseguite ancora dritto una decina di metri e svoltate a destra dietro la tomba della famiglia Barelli.

Edicola Dompè
È stata realizzata per la famosa famiglia proprietaria dell'omonima casa farmaceutica. Si compone di una struttura a vele con apertura ad arco al cui interno c'è un sarcofago originale del III secolo.

Cimitero Monumentale Milano - Edicola DompèCimitero Monumentale Milano - Edicola Dompè

Edicola Toscanini
Sulla destra dell'edicola Dompè, troviamo l'edicola Toscanini realizzata da Bistolfi in marmo di Carrara.
Si tratta di una struttura a cubo con temi simbolici realizzata per uno dei figli del maestro.
Nel 1906 Toscanini era a New York quando, ad appena 5 anni, morì Giorgio, uno dei suoi 4 figli.
Toscanini era molto legato alla sua famiglia e ai suoi figli, si rifiutò di continuare il suo tour e tornò a Milano dove decise di commissionare quest'opera per accogliere le spoglie del figlio.
Sul lato anteriore è raffigurata una barca, che può essere interpretata come simbolo del viaggio dopo la morte o del viaggio intrapreso per tornare in Italia dall'America. La barca a sua volta è affiancata da due figure che rappresentano l'Italia e gli Stati Uniti.
Sui due lati si trovano immagini di giochi di infanzia e simboli della nascita. Le incisioni sul retro simboleggiano invece il dolore per la perdita del giovane figlio.
La vita del bambino viene quindi rappresentata senza che questi sia realmente raffigurato.
Nella parte posteriore sono, in oltre, ben visibili segni dovuti ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Cimitero Monumentale Milano - Tomba ToscaniniCimitero Monumentale Milano - Tomba ToscaniniCimitero Monumentale Milano - Tomba Toscanini

Edicola Rosetti
Sulla sinistra dell'edicola Dompè si trova l'edicola Rossetti.
La particolarità di questo monumento è che entrambe le statue sono decapitate.
Naturalmente non sono nate così ma sono state danneggiate dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Cimitero Monumentale Milano - Edicola RossettiCimitero Monumentale Milano - Edicola Rossetti

Adesso tornate indietro e dirigetevi verso l'ossario.
Subito prima dell'ossario, sulla sinistra, trovate un'edicola a vetri in cui è seppellito don Giussani, il famoso teologo fondatore del movimento Comunione e Liberazione.

L'ossario Centrale
L'ossario rientra nel progetto originale di Maciacchini e divide idealmente il cimitero in due aree: davanti i viali sono perpendicolari tra loro, dietro formano invece degli ottagoni.
Fu pensato per ospitare la cappella cattolica nella parte superiore e l'ossario vero e proprio in quella inferiore ed effettivamente le cose rimasero così fino a circa il 1930 quando la cappella fu spostata in un'altra zona.

Edicola Bernocchi
Si trova alle spalle dell'ossario e si individua piuttosto facilmente. È un tronco di cono, che capeggia al centro di uno spiazzo.
I committenti erano i tre fratelli Bernocchi, Antonio, Andrea e Michele, imprenditori nel campo del tessile ma anche molto attivi nel sociale, ricordati come uno dei maggiori esempi di mecenatismo della città.
Tra i tanti contributi che diedero, donarono al comune di Milano il palazzo della Triennale, contribuirono a ricostruire la Scala distrutta dai bombardamenti della seconda guerra Mondiale e donarono le apparecchiature elettroniche necessarie alla prima trasmissione televisiva (11 sett. 1949) che fu realizzata proprio nel palazzo della Triennale.
Una curiosità: la programmazione ufficiale della RAI incominciò il 3 genn. 1954 e le trasmissioni avvennero anche in questo caso dagli spazi della Triennale.
Tornando al monumento, il tronco di cono è vuoto all'interno e rappresenta la Via Crucis.
Il percorso comincia con il riquadro più in basso a sinistra che ospita il ritratto di Giuda proseguendo, con più di 20 riquadri e 110 statue di marmo, fino alla scena finale che raffigura un cavaliere vincitore.
Le statue sono scolpite a tutto tondo quindi, affacciandosi all'interno, se ne vede anche la parte posteriore e, visto il numero considerevole, Castiglioni che le scolpì tutte, utilizzò come modelli gli operai impegnati ad edificare la tomba.

Cimitero Monumentale Milano - Edicola BernocchiCimitero Monumentale Milano - Edicola Bernocchi

Edicola Borletti
Si trova subito a sinistra dell'edicola Bernocchi.
Si tratta di una semplice edicola in pietra la cui particolarità è quella di essere stata progettata e realizzata da Giò Ponti, l'architetto famoso per aver progettato il grattacielo Pirelli.

Cimitero Monumentale Milano - Edicola Borletti

Edicola Chierichetti - Monumento delle 16 croci di Wildt
Più avanti, sullo stesso vialetto si trova il Monumento delle 16 croci realizzato da Adolfo Wildt per la famiglia Chierichetti. L'opera rimase in realtà incompiuta poiché nel progetto originale ogni croce doveva sorreggere una statua ma la realizzazione fu interrotta per mancanza di ulteriori fondi.
Se devo essere sincero, a me piace così :-)

Cimitero Monumentale Milano - Monumento delle 16 croci Cimitero Monumentale Milano - Monumento delle 16 croci

Ancora più in fondo, sullo stesso vialetto, si vede un edificio giallino: è il tempio crematorio, il primo realizzato in Italia, nel 1876, malgrado le fortissime resistenze della chiesa cattolica. Al momento non è più utilizzato.

Ok, vi porto a vedere un'altra edicola, vediamo se riesco a spiegare come arrivarci.
Tornate all'edicola Bernocchi e, guardandola di fronte, prendete il corridoio a sinistra tra la tomba della famiglia Ligresti e quella di Carlo Provasi. Quando il vialetto finisce andate a destra per una quindicina di metri.

Gesù caccia i mercanti dal tempio
La scultura di Domenico Guidoni è tutta realizzata in marmo di Carrara. Una delle particolarità da notare è che in pochissimo spazio lo scultore è riuscito a rendere grande profondità.
Sul retro dell'opera è visibile la cripta con le sepolture.

Cimitero Monumentale Milano - Gesù caccia i mercanti dal tempio

A questo punto tornate indietro. Sulla sinistra ritroverete il vialetto che porta all'edicola Bernocchi, sulla destra invece c'è un cartello che indica l'uscita, seguitelo, e dopo circa venti metri troverete la prossima tomba di cui parliamo.

Edicola Calegari
L'edicola Calegari fu progettata e realizzata da Maciachini.
Si ispira al Duomo di Milano e ne riprende lo stile neogotico con i pinnacoli, gli archi ogivali e le guglie.
A differenza dell'originale, però, il marmo con cui fu realizzata non è quello di Candoglia ma marmo Botticino.

Cimitero Monumentale Milano - Edicola Calegari

A questo punto seguite ancora il vialetto fino ad arrivare alle spalle dell'edicola Moretti, di forma ottagonale, al centro dell'incrocio. Di qui prendete il vialetto a destra e seguitelo fino alla fine, quando dovrete per forza svoltare a destra o sinistra.
Svoltate a sinistra.
Al primo incrocio, sulla vostra destra, trovate la prossima tomba.

Monumento Fabè
Il monumento Fabè fu realizzato da Enrico Pancera.
Umberto Fabè era un giovane pilota d'aereo, ai tempi in cui gli aerei erano una grande novità e rappresentavano il mito della velocità e del futuro. Essere un pilota voleva dire essere già di per sé un eroe.
Purtroppo un incidente provocò la morte del giovane a soli 24 anni.
La sua famiglia decise di dedicargli il famoso monumento per ricordarlo come meritava e D'annunzio scrisse per lui i versi incisi sul basamento.
La realizzazione della statua fu affidata a Enrico Pancera che decise di rappresentare un nudo maschile nell'atto di spiccare il volo attaccato a un'elica, ma afferrato dai tentacoli di una Medusa che cerca di trattenerlo.

Cimitero Monumentale Milano - Monumento Fabè Cimitero Monumentale Milano - Monumento Fabè

Edicola Ravera
Si trova poco più avanti rispetto al monumento Fabè, sulla sinistra, dove ci sono i gradini per salire sul piano rialzato.
L'opera fu realizzata in ricordo di Natalina Ravera e di suo figlio Enrico dal famoso scultore Adolfo Wildt e l'artista scelse di rappresentare la donna non con il suo volto ma con una maschera restando quindi fedele al suo personalissimo stile.
Il monumento a Natalina Ravera, oltre che la defunta, ricorda anche un episodio storico molto importante.
Era il 12 aprile 1928, l'Italia era ancora una monarchia e il fascismo era al governo.
Quella mattina il re Vittorio Emanuele III doveva inaugurare la IX Fiera di Milano e giunse alle 9:45 in stazione centrale.
Migliaia di milanesi erano per strada, non capitava spesso di poter assistere al passaggio del re, e intere famiglie si erano disposte lungo le vie attraverso cui sarebbe passato il corteo.
Quando il re e i suoi accompagnatori si erano appena mossi dalla stazione, dopo essere stati accolti dai rappresentanti della città, in Piazza Giulio Cesare, proprio davanti all'entrata principale della fiera, scoppiò una bomba ad orologeria.
L'attentato causò la morte di 16 persone ma almeno altre 20 morirono nei giorni immediatamente successivi. Tra questi persero la vita Natalina Ravera, suo figlio Enrico e due suoi nipoti.
Malgrado il gravissimo episodio il re, dimostrando non comune sensibilità, inaugurò comunque la fiera girando tra i padiglioni più importanti.
Mussolini nei giorni successivi chiese a gran voce che fosse fatta giustizia e che fossero trovati i colpevoli e in meno di un mese furono arrestate 560 persone che in realtà erano per lo più antifascisti o comunisti che non avevano nulla a che fare con la bomba.
Alla fine, comunque, i colpevoli non furono mai individuati.

Cimitero Monumentale Milano - Edicola Ravera


Procedete fino al muro di mattoni alle spalle dell'edicola Ravera e seguitelo sulla sinistra.

Edicola Campari
L'edicola Campari è la tomba della famiglia proprietaria del famoso gruppo industriale omonimo.
La storia dei Campari ebbe origine a Novara dove Gaspare Campari inventò il famoso aperitivo rosso. Proprio qui aprì il primo bar nel 1860 a cui seguì dopo solo due anni l'apertura dello storico caffè Campari in piazza Duomo a Milano.
A contribuire al successo del marchio, intorno al 1920, ci pensò un conte, cliente abituale dell'aristocratico Caffè Casoni di Firenze, che chiedeva sempre un cocktail a base di Gin e Campari. Il drink divenne ben presto molto di moda e si cominciò, in modo del tutto naturale, a chiamarlo con il nome del nobiluomo che lo aveva inventato: Negroni.
Nel 1932 Davide, figlio di Gaspare inventò il CampariSoda, il primo aperitivo monodose al mondo, che veniva confezionato in una originalissima bottiglietta di design disegnata da Depero, uno degli artisti futuristi più famosi del tempo. Il design della bottiglietta, per inciso, è giunto praticamente inalterato ai giorni nostri.
La tomba di famiglia è una delle più originali del Cimitero Monumentale. E' una trasposizione dell'Ultima Cena realizzata da Castiglioni e fusa dalla fonderia Battaglia, una bottega storica che ha realizzato moltissime opere del Monumentale.
Nella scultura Giuda è l'unico di cui le mani non sono ben visibili. Guardandolo da dietro, in teoria, si dovrebbe anche vedere il famoso sacchettino con i 30 denari ma io onestamente non sono riuscito a trovarlo.
Nella parte posteriore è possibile scendere per vedere le tombe nella cripta.
Un'ultima curiosità: l'opera è stata bonariamente soprannominata… l'ultimo aperitivo :-)

Cimitero Monumentale Milano - Edicola CampariCimitero Monumentale Milano - Edicola Campari


Adesso prendete il vialetto di fronte all'edicola Campari

Edicola Falk
I Falk erano industriali che fondarono l'omonima azienda siderurgica nel 1906.
Il capostipite fu Giorgio Falk che creò la Società Anonima Acciaierie e Ferriere Lombarde.
Anche questo monumento fu realizzato da Castiglioni ed in questo caso rappresenta un obelisco in granito con statua della pietà in marmo.

Cimitero Monumentale Milano - Edicola FalkCimitero Monumentale Milano - Edicola Falk


Adesso prendete il vialetto di fronte alla facciata dell'edicola che riporta il nome dei Falk, sulla destra troverete la tomba della famiglia Erba.

Edicola Carlo Erba
Carlo Erba, originario di Vigevano, dopo essersi laureato in farmacia, assunse nel 1837 la direzione di una farmacia in Brera. Qui incominciò a fare ricerca su nuovi composti che, venduti al pubblico ebbero un certo successo. Erba decise allora di aprire un laboratorio indipendente dalla farmacia per produrre in serie i suoi prodotti. Era il 1853 e nasceva la prima industria farmaceutica italiana.
Carlo Erba morì nel 1888 e fu sepolto al cimitero monumentale.
Il monumento fu costruito in 12 anni perché era finanziato dai proventi dell'attività commerciale e quindi, a seconda del mercato e dei guadagni i lavori procedevano o si fermavano.
Alla tomba di Erba fu concesso lo spazio massimo possibile, 7x7 mt, e il monumento fu realizzato di 19 mt di altezza.
Negli stessi anni fu costruita anche l'edicola Bocconi e si stabilì tra le due una specie di piccola gara; quest'ultima risultò alla fine più alta di un metro.

Cimitero Monumentale Milano - Edicola Carlo ErbaCimitero Monumentale Milano - Edicola Carlo Erba

Edicola Bocconi
Anche a questa tomba era stato concesso lo spazio massimo di 7x7 mt e il monumento risultò essere alla fine di 20 metri d'altezza. La scultura è composta da 4 colonne e un crocifisso centrale ed è adornata da varie figure allegoriche tra cui due angeli che depositano fiori ai piedi di Gesù.

Anche la famiglia Bocconi ha una grande storia alle spalle. Attualmente il loro nome viene associato a quello della famosa università ma in realtà i fratelli Bocconi, Ferdinando e Luigi sono stati, alla fine del 1800 due importanti e innovativi commercianti.
I due fratelli trattavano stoffe e vestiti e nel 1877, rilevarono un vecchio albergo e aprirono, in via Santa Radegonda, un grande negozio di abbigliamento e arredo chiamato "Alle città d'Italia".
Visto il grande successo che questa attività ottenne, pochi anni dopo venne aperta una nuova sede, proprio in piazza Duomo che in poco tempo diede lavoro a più di 1400 persone.
Fino ad allora gli abiti venivano confezionati su misura, dai sarti o nelle botteghe di artigiani, i Magazzini Bocconi, invece, introdussero per la prima volta in Italia il commercio di abiti preconfezionati venduti a prezzi fissi: era nato il primo grande magazzino d'Italia.
Nel 1896 Luigi Bocconi, primogenito di Ferdinando, rimase disperso nella battaglia di Adua, in Africa e fu allora che, per ricordare il nome del figlio, Bocconi fondò "L'Università commerciale Luigi Bocconi", inaugurata il 10 nov. 1902.
Nel 1917, dai Magazzini Bocconi, che erano intanto stati venduti, nacque quella che ancora adesso è uno dei principali grandi magazzini di Milano: La Rinascente.

Cimitero Monumentale Milano - Edicola Bocconi


Il nostro giro finisce qui.
Spero che vi sia piaciuto.

Questi sono gli orari in cui il cimitero è visitabile:
Da martedì a domenica:
- dalle ore 8.00 alle 18.00
- chiuso i lunedì non festivi




06/09/2014



giovanna
complimenti! Contenuti chiari e ben espressi. Grazie
14/10/2014
andrea
Ciao!
Sono un parente della famiglia Ravera. Da pochi giorni sotto la Madonna si è addormentata una persona straordinaria: la mia nonna, una roccia ed una memoria storica impareggiabile, 1916-2014. Anche per questo, non vi si trovano più le siepi di ginepro nella foto ma presto ci sarà un giardino nuovo come voleva lei, dando anche più risalto al monumento. Ti aggiungo un dato: la scultura è del 1931 e fu regalata dalla cooperativa macellai, di cui faceva parte Antonio Ravera, padre degli altri due bambini morti nell'attentato e sepolti lì (Rosina, 8 anni, e Gian Luigi, 5).

E' bello sapere che qualcun altro passa a salutare quella Madonna e le storie che porta dentro. Buona serata.
23/10/2014
Mario
Buonasera la disturbo per un'informazione, ho letto il suo messaggio, io sto scrivendo uno studio sull'ultima fase matura dell'opera di Adolfo Wildcats. Le lascerei la mia email come recapito, se mi scrive le invierò un paio di domande. Per ora grazie. mario.colella@tiscali.it
27/11/2016

cozzani mirella
bellissima lettura mi sembrava di camminare dentro il cimitero ...spero di poter venire molto presto a visitarlo grazie
08/12/2015

sabrina
oggi hai risposto alle domande che mi sono posta ieri che l'ho visitato! Complimenti per l'esposizione e grazie di aver completato la mia gita!
30/10/2016

Umberto PICCINI
come si fa per trovare la targa di un nome nel famedio settore carabinieri ?
03/11/2016

Ombretta Fabe Dal Negro
Egregi Signori,
sono molto grata della rilevanza che avete voluto dare alla nostra tomba di famiglia, di cui siamo orgogliosi, nel Vostro articolo sul Cimitero Monumentale e mi complimento per la bella rappresentazione che date di Milano in generale. Vi chiedo però la cortesia di correggere il nostro cognome che è Fabe e non Fabè.
23/05/2018


Mappa





Clicca sulle immagini per ingrandirle


Link sponsorizzati